“Federalimentare saluta con soddisfazione l’approvazione parlamentare in via definitiva della Legge Pella, la prima al mondo che riconosce l’obesità come una patologia progressiva e recidivante”. Lo scrive in un comunicato stampa il Presidente della Federazione degli alimenti e delle bevande, Paolo Mascarino. “Si tratta di un’ottima legge”, prosegue Mascarino, “che oltre a consentire cure adeguate nell’ambito del servizio sanitario nazionale, mette a punto importanti iniziative volte alla prevenzione di questo fenomeno, che è in forte crescita in tutto il mondo”.
Secondo il Presidente di Federalimentare, “è molto importante che l’Italia si confermi all’avanguardia nella promozione di diete sane ed equilibrate attraverso l’insegnamento dei principi fondamentali della nutrizione sin dalla scuola primaria”. Un insegnamento che non può che ispirarsi alle tradizioni della Dieta Mediterranea”, sottolinea Mascarino, “grazie alla quale il nostro Paese ha saputo coniugare il gusto del mangiare con alti livelli di salute e di longevità”.
“Come il nostro Governo ha saputo recentemente affermare anche in sede ONU nel corso del Meeting di alto livello sulle malattie non trasmissibili, non è demonizzando questo o quel cibo che si ottiene una dieta sana, ma bilanciando opportunamente porzioni e frequenze di consumo di ogni gruppo di alimenti”. “È inoltre molto apprezzabile – conclude Mascarino – che la legge preveda grandi campagne di informazione volte alla promozione di stili di vita corretti, con particolare riferimento alla necessità di aumentare l’attività fisico-motoria. Troppe volte, infatti, si lega il problemadell’obesità esclusivamente all’alimentazione, dimenticando che la sedentarietà gioca un ruolo enorme nello sviluppo di questa patologia. La decisione di rilanciare lo sport nelle scuole, e in generale nell’educazione dei minori, è pertanto una scelta molto condivisibile per favorire una crescita più salutare delle nuove generazioni”.
“Esprimo il sentito cordoglio di Federalimentare, a nome di tutta l’industria alimentare italiana, per la scomparsa di Giuseppe Adolfo De Cecco. L’Italia perde un capitano d’industria, un uomo che con la sua visione ha saputo valorizzare nel mondo uno dei nostri prodotti più identitari: la pasta. La sua professionalità e il suo impegno rimangono un punto di riferimento per l’industria agroalimentare. Alla famiglia e al Gruppo De Cecco le più sincere condoglianze”. È quanto dichiara Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare
“È con profonda commozione che ho appreso della scomparsa di Alessandra Balocco, un’imprenditrice di grande visione e coraggio. Ha saputo guidare con passione e dedizione l’azienda di famiglia, rafforzandone la presenza internazionale e dimostrando la capacità delle imprese italiane di eccellere a livello globale. L’intera filiera agroalimentare si stringe oggi attorno alla famiglia in questo momento di grande dolore”. Così in una nota Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare.
“Se fosse confermato l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, l’industria alimentare si troverà schiacciata nella morsa tra i dazi al 15%, la svalutazione del dollaro e i costi dei dazi interni alla UE: chiediamo dunque alla UE un intervento urgente a tutela della competitività della sua industria”. Lo dichiara in una nota il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino.
“Se da un lato è vero che questo possa essere l’unico compromesso possibile, dall’altro lato è altresì vero che l’intreccio tra l’impatto dei dazi USA al 15% e la svalutazione del dollaro, che oggi vale altri 13 punti percentuali, non sarà sostenibile per diversi settori – continua Mascarino – e a tutela delle imprese chiediamo alla UE un intervento della mano pubblica: così come gli Stati Uniti hanno fatto con i dazi, che di fatto è un intervento pubblico per proteggere la loro industria, anche noi chiediamo urgenti interventi strutturali per rafforzare la nostra capacità competitiva riducendo i dazi interni alla UE: snellire il carico burocratico sulle imprese, riformare i mercati dell’energia per garantire una riduzione dei prezzi, facilitare l’accesso al credito. In tal senso, proseguire con maggior decisione sulla strada del taglio dei tassi di interesse nell’area euro potrebbe aiutare la crescita economica”.
“In questo scenario di forte incertezza auspichiamo che le trattative fra la Commissione UE e gli USA proseguano e che nel tempo si possa arrivare progressivamente a definire un’area di libero scambio euroatlantica a dazi zero. Sarebbe la risposta più logica da adottare sia per le nostre economie fortemente interconnesse, che nei confronti delle altre economie globali che potrebbero approfittare di un Occidente debole e impegnato in una guerra commerciale”, riprende Mascarino.
“L’industria alimentare italiana è fortemente orientata all’export: gli USA sono la seconda destinazione del nostro export, e valgono (nel 2024) 7,7 miliardi di fatturato, pari al 14% del totale delle nostre esportazioni. Prima degli Stati Uniti abbiamo solo la Germania, che vale 7,9 miliardi. Dunque – conclude Mascarino – gli USA restano un mercato davvero molto importante, e resta prioritario favorire la presenza delle nostre imprese sostenendone la competitività”.
Sulla proposta di dazi al 30% su tutti i prodotti europei in entrata negli Stati Uniti da parte del Presidente Trump, il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, ha dichiarato: “Ogni dazio fa male al commercio e avremmo preferito un’area di libero scambio euroatlantica, a dazi zero: l’imposizione di un dazio al 30% supera ogni soglia di tollerabilità per le imprese, aumentando il rischio di un calo significativo delle esportazioni, anche alla luce dell’attuale svalutazione del dollaro”.
“Il combinato disposto dell’impatto dei dazi USA e della svalutazione del dollaro non sarà sostenibile per diversi settori – continua Mascarino – e a tutela delle imprese chiediamo alla UE un intervento della mano pubblica: così come gli Stati Uniti hanno fatto con i dazi, che di fatto è un intervento pubblico per proteggere la loro industria, anche noi lo chiediamo. Non pensiamo però a sussidi, ma ad urgenti interventi strutturali per rafforzare la nostra capacità competitiva riducendo i dazi interni alla UE: snellire il carico burocratico sulle imprese, riformare i mercati dell’energia per garantire una riduzione dei prezzi, facilitare l’accesso al credito. In tal senso, proseguire con maggior decisione sulla strada del taglio dei tassi di interesse nell’area euro potrebbe aiutare la crescita economica.”
“Resta comprensibile – prosegue il Presidente Mascarino – che la UE voglia dare una risposta politica ai dazi americani, per dignità istituzionale e affinché non sia mortificata da questa decisione dell’amministrazione Trump: ma questa risposta della UE riteniamo debba essere prudente e ancora aperta al negoziato, visto il rischio di un ulteriore 30% in caso di ritorsione. Il Presidente Meloni sta conducendo una complessa azione in Europa per contenere tutti coloro che vorrebbero una risposta muscolare alla minaccia dei dazi USA, una strategia che rischierebbe di essere autolesionista per l’Europa e in particolare per l’Italia.”
“L’industria alimentare italiana è fortemente orientata all’export: gli USA sono la seconda destinazione del nostro export, e valgono (nel 2024) 7,7 miliardi di fatturato, pari al 14% del totale delle nostre esportazioni. Prima degli Stati Uniti abbiamo solo la Germania, che vale 7,9 miliardi. Dunque – conclude Mascarino – gli USA restano un mercato davvero molto importante, e resta prioritario favorire la presenza delle nostre imprese sostenendone la competitività”.
Ambasciata d’Italia in Spagna, ICE, Cl.uster A.grifood N.azionale insieme a Madrid per valorizzare la dieta mediterranea
La Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, è stata al centro di un importante evento di confronto italo-spagnolo tenutosi nei giorni scorsi presso il Consolato Italiano di Madrid.
L’iniziativa, promossa congiuntamente dall’Ambasciata d’Italia in Spagna, dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese Italiane (ICE) e dal Cluster Agrifood Nazionale (CL.A.N.), in collaborazione con la retedelle Piattaforme Tecnologiche Alimentari Food for Life, ha riunito ricercatori e nutrizionisti per un rilancio della dieta mediterranea che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità.
Simona Battiloro, Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, ha dichiarato in apertura dei lavori: “La Dieta Mediterranea è un pilastro della nostra cultura e un modello inestimabile per la salute globale, soprattutto perché non riguarda solo l’alimentazione in quanto tale, ma si fonda su uno stile di vita, rispetto al quale peraltro Italia e Spagna ritrovano molti punti in comune. Non sorprende dunque che l’agroalimentare rappresenti un settore fondamentale per le esportazioni dell’Italia e della Spagna, oltre che una voce importante tra gli scambi bilaterali”.
Giovanni Bifulco, Direttore ICE Madrid, ha sottolineato l’importanza economica e culturale dell’iniziativa: “L’ICE è orgogliosa di supportare un’occasione di confronto così significativa. La Dieta Mediterranea non è solo un regime alimentare, ma un vero e proprio stile di vita che incarna la qualità e l’eccellenza del Made in Italy. Promuovere la sua riscoperta significa anche sostenere le filiere agroalimentari che ne sono custodi”.
Daniele Rossi, Vicepresidente del Cluster Agroalimentare Nazionale (CL.A.N.) e moderatore della tavola rotonda, ha evidenziato l’obiettivo principale dell’evento: “Abbiamo fortemente voluto questa giornata a Madrid. Il nostro intento non è solo rievocare il passato, ma piuttosto ispirare le persone ad adottare una dieta moderna, evoluta e sostenibile. Crediamo che la priorità oggi sia quella di garantire che i principi nutrizionali della migliore dieta al mondo siano accessibili e integrati nella vita di tutti i giorni, anche con il supporto dell’innovazione alimentare”.
Eduardo Cotillas, Segretario Generale di Food for Life Spain e Coordinatore delle Piattaforme Tecnologiche Nazionali Food Life, ha ribadito l’importanza della collaborazione internazionale:“La partnership con le istituzioni italiane in un evento come questo è cruciale. La Dieta Mediterranea è un patrimonio condiviso e il confronto tra le nostre ricerche e le nostre tradizioni è fondamentale per sviluppare soluzioni innovative che ne promuovano i benefici scientificamente riconosciuti dalla comunità internazionale”.
Il workshop ha ospitato una tavola rotonda che ha visto protagoniste esperte di nutrizione e ricerca: Maria D. Ballesteros-Pomar (Docente Complesso Assistenziale Universitario di Leon), Daniela Martini (Professore Università Milano), Alicia Moreno Ortega (Docente Università Cordoba) e Cinzia Menchise (Direttrice di Nutrizione specializzata e Complementi alimentari – Unione Italiana Food e membro Comitato tecnico-scientifico – Cluster CL.A.N.). Le relatrici hanno approfondito le sfide attuali e le strategie per rendere la Dieta Mediterranea più accessibile e attraente, enfatizzando il ruolo della ricerca e dell’innovazione alimentare nell’alleanza con il patrimonio culturale e le tradizioni.
L’evento ha rappresentato un passo significativo verso il rilancio della Dieta Mediterranea, evidenziando come la ricerca e l’innovazione possano renderla non solo un pilastro della salute, ma anche un modello sostenibile per il futuro.
Sulla proposta di dazi al 10% su tutti i prodotti europei in entrata negli Stati Uniti da parte del Presidente Trump, il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, ha dichiarato: “L’industria italiana è fortemente orientata all’export (circa 50% della produzione industriale viene esportata, e gli USA valgono il 10% del nostro export): questo è vero anche per il settore alimentare: gli USA sono la seconda destinazione del nostro export, e valgono (nel 2024) 7,7 miliardi di fatturato, pari al 14% del totale del nostro export. Prima degli Stati Uniti, abbiamo solo la Germania, che vale 7,9 miliardi. Dunque, gli USA restano un mercato per noi davvero molto importante, e resta prioritario garantirne l’accesso alle nostre imprese, limitando le barriere all’ingresso”.
“Resta comprensibile – prosegue il Presidente Mascarino – che la UE voglia dare una risposta politica ai dazi americani, per dignità istituzionale e affinché non sia mortificata da questa decisione dell’amministrazione Trump: ma questa risposta della UE riteniamo debba essere prudente ed equilibrata, aperta al negoziato, e senza rispondere dazio contro dazio”.
“Nel negoziato tra UE e Stati Uniti, auspichiamo il rilancio dell’idea di un’area di libero scambio euroatlantica, a dazi zero, che dia alle nostre imprese accesso al più grande e moderno mercato mondiale”.
“Premesso che ogni dazio fa male al commercio e in definitiva alle economie dei paesi coinvolti, se questo scenario non sarà percorribile – conclude il Presidente di Federalimentare – riteniamo che un dazio al 10% sia comunque un compromesso sostenibile, in quanto potrebbe essere assorbito, in tutto o in parte, da produttori e importatori, ovvero essere ribaltato, in tutto o in parte, sui consumatori americani limitando i rischi di riduzione della domanda rispetto alla minaccia di dazi al 20%”.
Roma, 24 giugno 2025 – Si è conclusa con successo la 15ª edizione di Ecotrophelia Italia, la competizione nazionale dedicata all’eco-innovazione nel settore alimentare, organizzata da Federalimentare. L’evento, tenutosi oggi presso il centro congressi di Eataly a Roma, ha visto giovani talenti da Università e ITS di tutta Italia sfidarsi con prodotti innovativi e sostenibili, capaci di coniugare gusto, innovazione e consapevolezza ambientale.
La giornata è stata un’occasione per promuovere l’economia circolare e presentare idee e soluzioni originali per il mondo industriale. Le cinque squadre finaliste – l’ITS di Teramo con “Biscotart”, l’Università Cattolica del Sacro Cuore con “Brewffles”, l’ITS E.A.T. Eccellenza Agroalimentare Toscana con “Pasta Chips”, l’Università di Parma con i “Trebbini”, e l’Università Campus Bio-medico di Roma UCBM con “Vegetalium” – hanno dimostrato grande creatività e profonda attenzione all’impatto ambientale dei processi produttivi.
La giuria di esperti, composta da rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della nutrizione, della ricerca in campo energia e ambiente e dell’impresa, ha valutato i prototipi in base a criteri di innovazione ed eco-sostenibilità. Dopo un’attenta analisi, il primo premio è stato assegnato ai “Trebbini”, realizzati dal team dell’Università di Parma.
Il team vincitore si è aggiudicato un premio di € 2.000 e avrà l’onore di rappresentare l’Italia alla finale internazionale ECOTROPHELIA EUROPE 2025, che si terrà a Colonia il 7 e 8 ottobre prossimi, nell’ambito della manifestazione fieristica Anuga. Il culmine della competizione europea, inclusa la cerimonia di premiazione, avrà luogo sul palco della Trend Zone di Anuga.
Ecotrophelia Italia, che anche quest’anno ha beneficiato del patrocinio scientifico di ENEA – Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, e del patrocinio di Food Edu – Fondazione Italiana Educazione alimentare, CLAN – Cluster Agrifood Nazionale e OTAN – Ordine Nazionale Tecnologi Alimentari, si conferma un’iniziativa fondamentale per coltivare i talenti del futuro e contribuire a un sistema alimentare più sostenibile. L’impegno dei giovani partecipanti è un elemento cruciale per affrontare le sfide globali legate alla produzione e al consumo alimentare.
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Dichiarazione di Guglielmo Gennaro Auricchio, Presidente Giovani Imprenditori di Federalimentare e Presidente di Giuria:
“Investire nell’eco-innovazione significa investire in un modello di sviluppo che coniuga progresso, responsabilità e visione. Sono estremamente orgoglioso di quanto abbiamo visto oggi a Ecotrophelia Italia 2025. Questa competizione dimostra che la nuova generazione di professionisti del settore alimentare è profondamente consapevole dell’importanza della sostenibilità e ha una visione lungimirante del futuro della nostra industria”.
“Il prodotto vincitore, i ‘Trebbini’ e anche gli altri 4 finalisti sono un chiaro esempio di come sia possibile unire gusto eccellente, innovazione e un’attenzione scrupolosa all’impatto ambientale – prosegue il Presidente dei Giovani Imprenditori, Auricchio -.
È un onore per Federalimentare sostenere questi giovani talenti e offrire loro la possibilità di esprimere tutto il loro potenziale. Siamo fiduciosi che il team dell’Università di Parma rappresenterà l’Italia al meglio nella finale europea di Colonia, portando avanti i valori di qualità e sostenibilità che caratterizzano il nostro Made in Italy. Ecotrophelia è un tassello fondamentale in questo percorso, poiché stimola la ricerca e lo sviluppo di soluzioni che renderanno la nostra industria alimentare sempre più sostenibile, circolare ed efficiente”.
Martedì 24 giugno si svolge la 15ª Edizione del concorso organizzato da Federalimentare che coinvolge Università e ITS di tutta Italia
Roma – Martedì 24 giugno, il centro congressi di Eataly a Roma, ospiterà la 15ª edizione di Ecotrophelia Italia, la competizione dedicata all’eco-innovazione nello sviluppo di nuovi prodotti alimentari industriali organizzata da Federalimentare. Nata con l’intento di limitare l’impatto ambientale dei processi produttivi e favorire il riciclo dei prodotti industriali, Ecotrophelia è un appuntamento molto atteso dagli studenti universitari e degli ITS del settore alimentare ed offre l’opportunità di promuovere l’economia circolare con idee e soluzioni originali per il mondo industriale.
Negli anni, il concorso ha visto il coinvolgimento di 20 Università, 8 ITS, oltre 80 squadre e più di 500 studenti. Quest’anno a contendersi il podio saranno 5 squadre con i loro prodotti innovativi: l’ITS di Teramo con “Biscotart”, le ferratelle sostenibili con Carote IGP del Fucino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore con Brewffles, lo snack sostenibile con trebbie di birra ricco di fibre e proteine, l’ITS E.A.T. Eccellenza Agroalimentare Toscana, che porterà in gara “Pasta Chips”, lo snack croccante, nutriente e innovativo a base di pasta, l’Università di Parma con i “Trebbini”, biscotti di pasta frolla a base di trebbie, grano saraceno e miele con ripieno di mele, l’Università Campus Bio-medico di Roma UCBM con “Vegetalium”, lo snack a base di fibre vegetali e nutrienti essenziali derivanti da carote, zucchine, funghi e finocchio, aromatizzato con sommacco.
I prototipi saranno valutati da un panel di esperti giurati, selezionati tra rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della nutrizione, della ricerca in campo energia e ambiente e dell’impresa. Sarà premiato il prodotto considerato più rispondente ai criteri di innovazione ed eco-sostenibilità, che riceverà un premio di € 2.000. Il team vincitore parteciperà alla finale internazionale ECOTROPHELIA EUROPE 2025, che si svolgerà in autunno.
Patrocini della Competizione
Anche quest’anno, Ecotrophelia Italia vanta il patrocinio scientifico di ENEA – Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile. Inoltre, l’edizione 2025 beneficia del patrocinio di Food Edu – Fondazione Italiana Educazione alimentare, CLAN – Cluster Agrifood Nazionale e OTAN – Ordine Nazionale Tecnologi Alimentari.
Ecotrophelia Italia è un’iniziativa che contribuisce a creare un futuro alimentare più sostenibile. L’impegno dei giovani partecipanti è considerato un elemento per affrontare le sfide globali legate alla produzione e al consumo alimentare.
Milano, 15 maggio 2025 – Si è svolto ieri a Milano, nella prestigiosa cornice di Palazzo Lombardia, il primo Forum Nazionale dei Giovani del Made in Italy, dal titolo “Creare Futuro”. L’evento è nato su iniziativa dei presidenti dei Gruppi Giovani di FederlegnoArredo, Confindustria Accessori Moda e Federalimentare che, insieme ad alcuni esponenti del mondo imprenditoriale e accademico, hanno dato vita a un confronto dinamico e costruttivo per tracciare una visione innovativa e proiettata al futuro.
Il Forum ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sul ruolo delle nuove generazioni nel guidare il rinnovamento del sistema produttivo italiano, a partire dai tre pilastri dell’eccellenza manifatturiera nazionale: Fashion, Food e Furniture. Settori chiave che, insieme, contribuiscono a circa il 20% del PIL nazionale e che rappresentano al meglio il saper fare italiano nel mondo.
In un contesto globale sempre più dinamico e complesso, è emersa con forza la necessità di fare sistema, valorizzare le competenze e promuovere sinergie tra le diverse filiere. I giovani imprenditori desiderano essere protagonisti di questo cambiamento, portando visione, innovazione e apertura al dialogo, per continuare a rafforzare e promuovere l’identità del Made in Italy su scala internazionale.
Carlo Briccola, presidente Giovani Confindustria Accessori Moda, ha dichiarato: “La moda è un patrimonio straordinario per l’Italia, ma solo attraverso la connessione tra filiere diverse, unite dallo stesso saper fare italiano, possiamo parlare al mondo con una voce coesa. Con questo Forum desideriamo trasmettere fiducia, ottimismo e senso di responsabilità alle generazioni attuali e future, affinché possano proseguire nel solco della tradizione, valorizzando il genio creativo e produttivo che distingue il Made in Italy. Il nostro focus è chiaro: rafforzare la competitività delle nostre imprese. Perché se la qualità, soprattutto nella moda, è spesso considerata un dato acquisito, oggi è necessario confrontarsi con uno scenario europeo complesso, fatto di normative difficili da recepire, che richiedono preparazione, visione strategica e coesione”.
Guglielmo Gennaro Auricchio, Presidente Giovani Federalimentare:“Il confronto trasversale tra settori strategici è fondamentale per condividere esperienze, visioni e affrontare insieme le sfide di un mondo in continua evoluzione. Crediamo fermamente che il futuro del Made in Italy passi attraverso la sinergia e la collaborazione con le altre eccellenze manifatturiere del Paese ed eventi come quello di oggi ci permettono di riflettere sullo straordinario valore del Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo grazie alle scelte di milioni di consumatori. Come Giovani di Federalimentare siamo pronti a dare il nostro contributo per crescere e costruire insieme questo futuro nel segno della tradizione, dell’innovazione e della sostenibilità”.
Filippo Santambrogio, presidente Giovani FederlegnoArredo, aggiunge: “Il forum Creare Futuro va oltre la singola filiera, perché solo facendo sistema tra le eccellenze italiane possiamo costruire un modello di impresa più competitivo, inclusivo e capace di attrarre i talenti di domani. È un’occasione concreta di un confronto trasversale per affrontare sfide comuni e per condividere esperienze e visioni tra settori strategici del Made in Italy che insieme rappresentano il cuore manifatturiero e l’eccellenza del nostro Paese in un mondo sempre più complesso ed in costante evoluzione. Tramite competenze diverse vogliamo rafforzare un’identità imprenditoriale italiana che sia aperta, collaborativa e proiettata al futuro, perché il Made in Italy non è solo un marchio: è un’eredità da innovare, insieme”.
I settori rappresentati costituiscono una colonna portante dell’economia italiana, sia per valore generato che per impatto occupazionale. La filiera legno-arredoregistra un fatturato annuo superiore ai 51 miliardi di euro, mentre la filiera pelle supera i 30 miliardi. Il settore alimentare, vero gigante del Made in Italy, raggiunge invece la soglia dei 197 miliardi di euro.
Anche sotto il profilo occupazionale i numeri sono rilevanti: quasi 300mila addetti operano nel legno-arredo, circa 150 mila nella filiera pelle e ben 467 mila nel settore alimentare.
Sul fronte dell’export, il 2024 è stato un anno da record per il comparto alimentare, che ha toccato i 56,8 miliardi di euro, con un incremento dell’8,6% rispetto al 2023. La filiera pelle ha totalizzato 25 miliardi di euro di esportazioni, mentre il settore legno arredo ha raggiunto quota 19,4 miliardi.
Confindustria Accessori Moda
Confindustria Accessori Moda è la Federazione che riunisce le associazioni cui fanno riferimento i comparti chiave della filiera pelle italiana: calzaturiero (Assocalzaturifici), pelletteria (Assopellettieri), abbigliamento in pelle e pellicceria (AIP), concia (Unic concerie italiane). La Federazione tutela quella filiera di eccellenza che ha reso l’industria degli accessori moda Made in Italy grande nel mondo. Il suo ruolo è la difesa e la valorizzazione di tutto quel saper fare, creativo e tecnico, che in Italia produce ricchezza, cultura e crescita sociale.
Federalimentare
Federalimentare è la Federazione italiana dell’industria alimentare e delle bevande. Fondata nel 1982, rappresenta e tutela gli interessi delle imprese del settore, a livello nazionale, europeo e internazionale. La Federazione promuove qualità, sicurezza alimentare e competitività del food and beverage Made in Italy, nonché un modello alimentare equilibrato e sostenibile, nell’ambito di corretti stili di vita. Federalimentare sostiene la vocazione all’export delle aziende e preserva le produzioni alimentari italiane da imitazioni (Italian sounding) e contraffazioni, rispondendo alle esigenze del mercato e dei consumatori e favorendo la ricerca e l’innovazione, nel pieno rispetto della tradizione.
FederlegnoArredo
FederlegnoArredo è la Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento. Dal 1945 difende il saper fare italiano, sostiene lo sviluppo delle imprese, ed è ambasciatrice del gusto italiano dell’abitare in tutto il mondo. All’interno di FederlegnoArredo sussistono varie articolazioni merceologiche, che rappresentano tutte le componenti della filiera legno-arredo, dalla materia prima al prodotto finito. FederlegnoArredo partecipa all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile e capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese.
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