Prof. LUCA PIRETTA – Gastroenterologo e Nutrizionista Università Campus Biomedico di Roma
La sindrome da rientro è tipicamente caratterizzata da malessere generale, affaticamento, astenia, irritabilità e disturbi del sonno. È un disturbo che traduce da una parte le ansie legate alla ripresa dell’attività scolastica o lavorativa e dall’altra la fine di un periodo di tempo tanto desiderato durante tutto l’anno. Siccome quanto più drastico è il passaggio dalla vacanza al lavoro tanto più è evidente tale sindrome, converrebbe rientrare dalle ferie due o tre giorni prima dell’inizio dell’attività lavorativa per creare un periodo cuscinetto di decantazione. Negli ultimi anni la presenza dei telefonini e dei computer portatili fa sentire il vacanziero molto più legato alla sua città e alle sue pendenze lavorative. Se questo può minare lo “stacco” totale dalla vacanza ha come rovescio della medaglia il vantaggio di rendere meno gravosa questa sindrome da rientro.
La vacanza è sinonimo di sregolatezza di orari, cambio dello stile di vita e dei ritmi sonno-veglia. Si va a letto e ci si sveglia tardi, si saltano i pasti principali, si fanno spuntini dopo mezzanotte, si eccede con aperitivi e alcolici, talvolta ci si lancia in sport nuovi senza il giusto allenamento o la preparazione alimentare adeguata. Tutti fattori che, quando si rientra alla solita routine lavorativa, possono creare un ’tilt energetico’ e causare malessere psicofisico.
Per ciò che concerne il ruolo dell’alimentazione nella tutela della salute al momento del rientro è importante ricordare quali sono le condizioni che possono portare la vacanza a determinare alcuni effetti nocivi sulla salute. In primis, l’eccessiva esposizione ai raggi solari (specialmente se non protetta) stimola a livello cutaneo dei processi ossidativi che danno origine ai radicali liberi i quali, sebbene consentano una bella tintarella, portano all’invecchiamento precoce della pelle e alla perdita della sua elasticità. L’eccesso di radicali liberi accumulati durante le vacanze non riguarda solamente l’esposizione ai raggi solari ma anche l’assunzione esagerata di bevande alcoliche e le attività fisiche eccessive o eseguite in condizioni ambientali talvolta non ottimali, così come gli stress psichici legati ai trasferimenti, ai cambi di fuso orario, alle attese negli aeroporti e alle perdite di ore di sonno. Per questo motivo, è importante che l’alimentazione del rientro preveda una buona dose di alimenti ricchi di antiossidanti come frutta, verdura e cereali integrali. Questa grande quantità di radicali liberi deve essere contrastata da una altrettanto grande quantità di agenti antiossidanti. Gli antiossidanti li troviamo fondamentalmente in frutta e verdura fresca e nei cereali integrali. È importante che la frutta e verdura siano fresche e di stagione proprio per sfruttare la massimo il loro maggiore contenuto in antiossidanti.
Il pomodoro contiene grandi quantità di licopene, un carotenoide in grado di svolgere un’ottima azione antiossidante, che conserva le sue proprietà anche dopo cotto (sugo) o lavorato (conserve).
Carote, zucca, melone, pesche e albicocche grazie alla grande quantità di carotenoidi, che si convertiranno poi in vitamina A, aiutano a ripristinare l’integrità difensiva di pelle e mucose danneggiate dal sole.
L’uva, in particolare quella rossa, contiene il resveratrolo, altro flavonoide ad eccezionale azione antiossidante. Ma l’uva contiene anche la melatonina, ormone in grado di aiutare in modo efficace il recupero del ritmo sonno /veglia.
I cereali integrali sono ricchi di minerali, vitamine del gruppo B, fibre e betaglucani che aiutano a ripristinare una corretta composizione del nostro microbiota intestinale così importante anche per garantire la funzionalità del sistema immunitario, la produzione di vitamine come, per esempio, la K, la B12 e la B9. Il microbiota intestinale fa parte di un sistema integrato chiamato asse intestino-cervello e la sua corretta composizione può influenzare anche gli stati di umore e la capacità di gestire lo stress, ecco perché il suo stato di buona salute risulta determinante per aiutare a superare la sindrome da rientro.
Svolgono un ruolo molto importante anche il latte e i suoi derivati grazie al loro contenuto in proteine di alto valore biologico, minerali come calcio e fosforo, e molecole bioattive necessarie al nutrimento del microbiota intestinale. In particolare, i derivati fermentati del latte consentono non solo di aumentare il numero di batteri buoni nell’intestino, ma anche di ampliare la loro biodiversità, condizione direttamente correlata allo stato di salute dell’organismo.
La vacanza spesso è sinonimo di sregolatezza di orari, cambi dei ritmi sonno veglia (non solo per il jet lag, ma soprattutto per i molti giovani che vanno a dormire all’alba e si svegliano nel pomeriggio) e di alimenti consumati spesso in orari non abituali.
Per recuperare la condizione ottimale occorre ritrovare la ritmicità, ovvero mangiare sempre agli stessi orari, puntando su alimenti sani, con la giusta quota di calorie che devono diminuire in percentuale durante la giornata. La prima colazione in particolare è il pasto più importante per sincronizzare l’orologio biologico perché arriva dopo il digiuno più lungo della giornata, ovvero quello notturno. La colazione ideale potrebbe essere una dolce ed energetica con latte, pane integrale, marmellata o miele, per cominciare la giornata con buona concentrazione e ottimo rendimento fisico. Si possono tranquillamente utilizzare a colazione biscotti o fette biscottate per garantire una variabilità alimentare magari associati a frutta fresca e yogurt. Il mix corretto per una prima colazione, infatti, è dato da cereali (pane, fette biscottate, biscotti o cereali da prima colazione) che apportano zuccheri a lento rilascio e danno energia per tutta la mattina associata al latte e derivati che forniscono la quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà e contengono inoltre buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili. Questo non esclude affatto che si possa fare anche una colazione salata con pane, formaggio e qualche affettato o salmone purché si associ sempre un frutto e per esempio uno yogurt.
La prima colazione è dunque fondamentale, anche perché è stato dimostrato che le persone che saltano la prima colazione hanno un maggiore rischio di andare incontro a obesità e diabete ed è noto che molte persone tornano dalle vacanze con qualche chilo di troppo e lo stress di recuperare il peso forma aggrava la sindrome da rientro.
La prima colazione è un pasto fondamentale, anche per i ragazzi perché consente loro di fare il pieno di energia quando ne hanno maggiormente bisogno come per esempio durante l’orario scolastico. È stato dimostrato che i ragazzi che fanno una buona prima colazione sono in grado di risolvere meglio i problemi di matematica (1).
Il primo giorno di scuola viene vissuto dal bambino con un po’ di apprensione. Lo stress è un pessimo consigliere per la corretta alimentazione, perché in molti casi toglie l’appetito e in altri invece porta alla ricerca di cibo in eccesso o di alimenti sfiziosi, ma spesso poco salubri, o lo fa in momenti non opportuni. Se consideriamo che il primo giorno di scuola segue un periodo di vacanze in cui spesso la sregolatezza alimentare e di vita in genere domina la giornata del bambino possiamo capire come sia difficile combinare le abitudini regolari e le responsabilità scolastiche.
Una sana alimentazione aiuta a conseguire un miglior rendimento scolastico e da questo punto di vista è fondamentale la prima colazione.
Numerose pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato come l’omissione della prima colazione riduca la performance degli studenti, sia in termini di minore capacità di concentrazione che di rendimento nelle attività fisiche (Cueto 2001, Fanjiang 2007). Altri autori hanno inoltre dimostrato come la prima colazione permetta una maggiore capacità di memoria, migliori il livello di attenzione, aiuti a risolvere i problemi matematici e migliori i livelli di ascolto e comprensione.
Quindi, al fine di combattere a tavola la sindrome da rientro le regole generali da seguire dovrebbero essere:
– Orari regolari dei pasti (possibilmente cinque piccoli pasti al giorno)
– Non saltare la prima colazione
– Grandi quantità di frutta e verdure fresche e di stagione
– Evitare le cotture alla griglia o ad alte temperature insieme ai grassi
– ridurre l’apporto calorico per chi è in sovrappeso
– ridurre al massimo l’apporto alcolico
– solo in casi particolare ricorrere ad integratori
– praticare una blanda ma regolare attività fisica
Tutte questi accorgimenti aiutano ad una ripresa più rapida della funzionalità delle nostre cellule e apparati e quindi a farci sentire meglio, anche se la vera cura della sindrome da rientro sarebbe proprio quella di non rientrare più.
Bibliografia
- Vik FN et al. Aspects of nutritional deficits and cognitive outcomes – Triangulation across time and subject domains among students and teachers in TIMSS. International Journal of Educational Development 89 (2022) 102553.https://doi.org/10.1016/j.ijedudev.2022.102553
