Il 6 giugno scorso è stata celebrata la Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, un momento per riconoscere ciò che l’Europa e gli stati membri hanno costruito: uno dei sistemi alimentari più sicuri al mondo. I nostri elevati standard di sicurezza alimentare si basano su regole rigorose, fondate sulla scienza, controlli accurati e una stretta cooperazione tra operatori del settore alimentare e autorità pubbliche. Questo quadro garantisce che il cibo che arriva ai consumatori europei sia il più sicuro possibile. Ogni giorno, migliaia di professionisti in tutta l’UE lavorano per mantenere questo sistema efficiente. Quando vengono identificati rischi, i prodotti non sicuri vengono rapidamente rimossi dal mercato, molto spesso ancor prima che raggiungano gli scaffali dei supermercati. L’UE è in assoluto il primo produttore ed esportatore di prodotti alimentari del mondo ma è anche uno dei maggiori importatori di alimenti per cui i nostri consumatori possono godere di una vastissima varietà di prodotti. Nella scelta, possono essere certi che gli standard non si fermano ai confini dell’UE. Le regole severe sull’igiene degli alimenti e dei mangimi, per la salute animale e vegetale, si applicano anche a tutti i prodotti importati nel mercato unico. Se gli standard europei non sono rispettati, i prodotti non conformi vengono respinti prima di poter entrare nella nostra Unione e raggiungere i nostri consumatori. Garantire il rispetto delle regole UE di sicurezza alimentare è parte integrante della nostra strategia from farm to fork. Questo è ciò che i cittadini si aspettano e meritano. Tutti gli interlocutori della filiera alimentare lavorano per rafforzare ogni anello di questa catena alimentare e garantire che il sistema di sicurezza alimentare rimanga solido, efficace e pronto per il futuro. Il messaggio è chiaro: se un prodotto viene venduto nell’Unione Europea, deve rispettare gli standard europei. Questo protegge i consumatori. Garantisce equità per i nostri agricoltori, produttori e imprese alimentari. E rafforza la fiducia nel cibo sugli scaffali e sulle tavole dei paesi membri. Le norme dell’UE in materia di sicurezza alimentare si basano sui pareri scientifici dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma, che individua e valuta i rischi presenti nei nostri alimenti, derivanti da contaminazioni di natura microbiologica o chimica ovvero da pericoli di altro tipo. Per garantire il rispetto di tali norme, la Commissione europea e le autorità nazionali competenti effettuano regolarmente controlli e ispezioni. In presenza di problemi, come nel caso di prodotti contaminati, il sistema di allarme rapido dell’UE per gli alimenti e i mangimi (RASFF) consente ai paesi di condividere rapidamente le informazioni necessarie e di rimuovere dal mercato i prodotti non sicuri. Ai controlli ufficiali si aggiungono inoltre le centinaia di migliaia di attività di autocontrollo svolte quotidianamente dagli operatori del settore alimentare in applicazione delle norme europee che responsabilizzano primariamente gli OSA in merito alla sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti da loro trattati. L’UE utilizza inoltre strumenti digitali come TRACES per tracciare gli animali e i prodotti alimentari a livello transfrontaliero, in modo da prevenire la diffusione delle malattie e garantire la sicurezza degli scambi. L’UE provvede inoltre a che i consumatori dispongano di informazioni corrette. Norme chiare in materia di etichettatura degli alimenti consentono di verificare gli ingredienti dei prodotti, dagli allergeni ai valori nutrizionali, e la loro origine. In caso di problemi legati alla sicurezza alimentare, le autorità intervengono rapidamente per informare il pubblico e coordinare eventuali ritiri dal mercato. Tramite accordi commerciali di ultima generazione e la partecipazione strutturale alle sedi ufficiali di dibattito presso gli organismi sovranazionali attivi in materia di conformità dei prodotti alimentari e lotta alle epizoozie (CODEX ALIMENTARIUS), l’UE promuove l’armonizzazione delle norme in materia di sicurezza alimentare a livello internazionale. Ciò consente ai consumatori europei di avere fiducia nella sicurezza degli alimenti che acquistano, a prescindere dalla loro provenienza. Alcuni dati sulla sicurezza alimentare: 40 milioni di posti di lavoro nel settore agroalimentare dell’UE; 1460 le segnalazioni ricevute nel 2025 attraverso il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF). Più di 90 paesi utilizzano la piattaforma TRACES per garantire la sicurezza e la tracciabilità degli alimenti. La rete di allarme e cooperazione (ACN) rafforza la collaborazione entre gli Stati membri, garantendo che le informazioni sui controlli ufficiali nella filiera agroalimentare vengano condivise in modo efficiente. La solidità del modello europeo si traduce in una strategia sistematica che abbraccia l’intera evoluzione del prodotto, dal campo alla tavola.
Questo approccio integrato si declina attraverso pilastri normativi stringenti, la responsabilizzazione degli operatori della filiera e una costante attività di prevenzione e trasparenza a tutela del consumatore.
Il sistema normativo armonizzato dell’UE stabilisce regole rigorose e si fonda su principi fondamentali: Valutazione del rischio: utilizzo di controlli e metodi scientifici per valutare e gestire i rischi associati agli alimenti. Allerta Rapida: adozione di procedure per identificare e rispondere rapidamente a situazioni di emergenza per la salute pubblica, supportate dal coordinamento delle autorità sanitarie, delle aziende e dei consumatori. Tracciabilità: obbligo di garantire la rintracciabilità lungo tutta la filiera agroalimentare mediante appositi sistemi e un monitoraggio continuo. Responsabilità: gli operatori del settore hanno la responsabilità primaria della sicurezza dei prodotti da loro trattati, supportata dalla costante formazione ed educazione del personale sulle corrette pratiche igienico-sanitarie. Il vantaggio di un quadro normativo definito favorisce la protezione della salute pubblica e la riduzione dei rischi per i consumatori, favorendo la fiducia dei consumatori: maggiore sicurezza porta a una maggiore fiducia nei prodotti alimentari. Nondimeno crea un ecosistema necessario alla competitività delle imprese: standard elevati migliorano la qualità e la reputazione delle aziende. Insieme alle norme strettamente di carattere alimentare, dobbiamo annoverare anche tutto il riferimento a norme fitosanitarie adeguate alla prevenzione, monitoraggio e controllo degli organismi nocivi e delle malattie per proteggere le piante; come pure alla Banca dati dell’UE dei pesticidi o alle informazioni sulle sostanze attive, oppure ancora ai livelli massimi di residui tollerati e le autorizzazioni di immissione sul mercato di nuovi alimenti. Non bisogna poi dimenticare un altro importante aspetto della strategia di sicurezza alimentare: la comunicazione volta a informare i cittadini e renderli consapevoli e partecipi. In questa direzione, la Commissione europea attraverso EFSA ha ideato la campagna “Amalo Odialo Fidati!” L’iniziativa si concentra sul garantire i più elevati standard di sicurezza alimentare in tutta l’UE, tutelare la salute dei consumatori e rafforzare la fiducia nei prodotti alimentari europei. La campagna è pensata per i cittadini dell’UE, in particolare per i consumatori interessati alla qualità e alla sicurezza alimentare, e mira a promuovere la consapevolezza delle rigorose norme europee in materia di sicurezza alimentare. Si possono scoprire come i severi standard dell’UE tutelano i tuoi pasti ogni giorno, concentrandosi sui comportamenti che possono far sottovalutare l’importanza delle normative sulla sicurezza alimentare e la costante vigilanza necessaria per proteggere la nostra salute e il nostro benessere.
Parallelamente all’ambito della food safety, la strategia europea si estende alle sfide della sostenibilità. La Piattaforma UE sulle perdite e gli sprechi alimentari ha pubblicato una serie di raccomandazioni chiave per ispirare e incoraggiare gli attori pubblici e privati ad agire, così come il Panel europeo dei cittadini ha formulato indirizzi strategici a supporto del lavoro della Commissione e degli Stati membri. Alla gestione responsabile delle risorse e a combattere gli sprechi sono chiamati tutti gli attori della catena agroalimentare, a partire da chi produce, a chi trasforma (agricoltori, produttori e trasformatori) a chi rende disponibili i beni al consumo (settore dell’ospitalità, rivenditori) fino ai consumatori stessi.
L’industria alimentare mette in campo soluzioni concrete, orientando il consumatore verso modelli di consumo più consapevoli attraverso azioni mirate: il riporzionamento degli alimenti, in linea con i nuovi stili di vita e le moderne abitudini di consumo; l’impiego di packaging evoluti, capaci di preservare più a lungo la sicurezza e la qualità originaria dei prodotti; l’estensione mirata della shelf-life; lo sviluppo di prodotti ad alto servizio aggiunto, studiati per minimizzare le manipolazioni domestiche e le occasioni di spreco; la diffusione di informazioni sempre più accurate per la corretta preparazione e la conservazione ottimale degli alimenti.