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Scordamaglia: "Alt a chi prova ad aggirare il no dei capi di stato e di governo su tasse e etichette penalizzanti per le eccellenze Made in Italy"

“Le eccellenze agroalimentari del Made in Italy, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma o l”Olio di oliva, sono ancora una volta sotto l”attacco di iniziative scellerate che prediligono sistemi di etichettatura ingannevoli e nocivi per il consumatore e per tutto il comparto alimentare italiano”. Così Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, commenta l”iniziativa presentata dai sette paesi – Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia – appartenenti alla Foreign Policy and Global Health che esortano “gli Stati Membri ad adottare politiche fiscali e regolatorie” in materia di etichettatura; un progetto di risoluzione che sarà discusso entro l”anno all”Assemblea Generale Onu a New York al fine di predisporre apposite etichette nutrizionali e una riformulazione delle ricette sulla riga.

“Etichettando come insalubri alimenti che contengono al loro interno anche grassi e sali – commenta Scordamaglia – si corre il rischio di ingannare il consumatore, si pensi ai bollini neri apposti sul Parmigiano in Cile, e di nuocere all”altissima qualità dei prodotti italiani, in primis i DOP e gli IGP, e in generale alla filiera agroalimentare nel suo complesso che si ispira ai più alti standard di qualità, sia per quanto riguarda le materie prime che i processi di trasformazione. Non solo: con questo genere di iniziative si rischia di distruggere intere filiere agroalimentari di milioni di agricoltori e PMI avvantaggiando solo poche multinazionali più interessate ad usare la chimica come ingredientistica di base per ridurre i costi di produzione e innalzare i propri margini a scapito del consumatore oggetto di una vera e propria campagna di disinformazione”.

Scordamaglia è chiaro: “Si sta facendo passare il messaggio che esistano cibi salubri e cibi non salubri, mentre la verità è che esistono solo diete e stili di vita salubri o insalubri e che la dieta migliore è quella italiana, la quale contiene tutti i cibi in modo equilibrato. Un concetto che il comparto agroalimentare italiano ha ben capito dal momento che il nostro Paese è in cima alla classifica di Bloomberg per longevità”.

Tali considerazioni non possono essere ignorate e le norme proposte pongono l”OMS davanti a un atto di responsabilità: scegliere come far fronte alla sfida di nutrire la popolazione del futuro. “Per questo – conclude Scordamaglia, presente oggi a Ginevra al WHO GCM/NCD general meeting – è necessario che l”OMS smetta di sostenere posizioni ideologiche e nella maggior parte dei casi prive di evidenze scientifiche e che finiscono con il tutelare interessi di pochi; non servono bollini o etichettature che mettano in guardia su specifici cibi, ma è necessario educare il consumatore alla consapevolezza alimentare, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e comunicazione, non certo avvisi macabri e ingannevoli”.

Scordamaglia: "Trionfo dell''export italiano è merito delle PMI e del loro sapere fare"

Roma, 23 ottobre – Presenza immancabile quella italiana al Sial di Parigi, la più grande fiera mondiale dedicata al settore agroalimentare dopo Anuga che fino al 25 ottobre ospiterà 7.020 aziende di oltre 109 paesi che presenteranno le loro eccellenze alimentari. Tra questi, l”Italia occupa come sempre un posto d”eccezione con più di 700 aziende su 7000 presenti, di cui ben 200 nella collettiva italiana di Ice.

“Un elemento positivo quello dell’ampia partecipazione italiana al Sial, coerente con il trend positivo dell”export agroalimentare nel mondo – ha commentato il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia – anche sulla base degli ultimi dati disponibili, che mostrano come nel periodo gennaio-luglio l”agroalimentare italiano sia passato dal 4.2 al 4.5%, rimanendo comunque al di sopra del manifatturiero in generale, che pure ha registrato una crescita di 0,5 punti percentuali, dal 3.8 al 4.3%. Due gli ulteriori elementi di soddisfazione: da un lato, il fatto che non aumenta solo in assoluto il valore del nostro export, ma anche le PMI italiane riescono ad esportare, obiettivo specifico questo datoci dal Governo. Dall’altro, il fatto che questo aumento lo registriamo in un momento in cui il commercio mondiale (e i nostri principali concorrenti) perdono slancio”.

Scordamaglia: "Fa bene Salvini a parlare di assurdità, ora via a misure concrete per un''alleanza stabile tra mercati ed economie Russa ed Italiana"

“Fa bene il vice premier Matteo Salvini a tornare sulla questione delle sanzioni economiche contro la Russia evidenziandone l’assurdità”. Ha detto Luigi Scordamaglia presidente di Federalimentare commentando la posizione esternata questa mattina dal vice presidente del Consiglio e sottolineando l’importanza della visita in Russia del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte la prossima settimana. “Un danno complessivo che colpisce il settore agroalimentare italiano con un danno di oltre un miliardo di euro soprattutto a carico delle Piccole e Medie Imprese” ha proseguito Scordamaglia e ha sottolineato come misure del genere siano più che altro uno stimolo alla nascita di prodotti italian sounding. “Non è un segreto che le migliaia di ristoranti italiani operanti in quel Paese aumentano sempre più la domanda di prodotti italiani – ha affermato il presidente di Federalimentare – e in assenza di quelli veri scelgono di sostituirli con prodotti che sembrano italiani ma che non lo sono”. “Non possiamo che sperare che l’assurdità di cui ha parlato il vice premier Salvini, porti finalmente alla messa in atto di misure concrete che garantiscano un’ alleanza stabile tra due Paesi, l’Italia e la Russia, che hanno economia e mercati fisiologicamente sinergici”

Comunicato Stampa

Roma, 1 ottobre – In un momento in cui le aspettative sul PIL del Paese non sono rosee e il contesto internazionale è appesantito dalle minacce di dazi e barriere tariffarie che rischiano di minare il nostro Made in Italy, il settore agroalimentare continua a tenere. “In questo quadro non semplice – sottolinea Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare – la produzione alimentare negli ultimi mesi tiene meglio di quella industriale nel suo complesso”. Con un -0,5% rispetto a un -1,3% sull’andamento generale, il settore si dimostra ancora una volta trainante.

A dimostrarlo, anche l’export che cresce un po’ meno del consuntivo 2017, ma che con un + 4,2% è comunque sopra la media dell’industria in generale che si attesta sui 3,8%. Inoltre, mentre lo scorso anno le importazioni dei nostri principali mercati di esportazione (USA, Cina etc) erano in aumento, oggi la crescita delle eccellenze alimentari italiane continua anche se questi mercati di sbocco rallentano vistosamente. Evidentemente la qualità premia anche durante la crisi. “Rimane – prosegue Scordamaglia – il fronte debole delle vendite interne, che seppur con un timido rialzo di + 0,2% a valore, comunque continuano a rappresentare l”aspetto più grave e deludente della congiuntura economica. In quest”ottica, bene ogni iniziativa che rafforzi il potere di acquisto degli italiani, riduca la pressione fiscale e faciliti l”inclusione di chi sta peggio”.

“La filiera del food and beverage mostra perciò, oggi più che mai – conclude il presidente di Federalimentare – di essere un asse strategico che crea sviluppo e stabilità, tanto più prezioso in un contesto appannato e incerto come quello che caratterizza attualmente il contesto complessivo”.

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