Comunicato Stampa di giovedì 27 novembre 2008
 

Le Nazioni Unite -UNIDO - premiano tra 60 Paesi partecipanti l’Italia per la migliore soluzione tecnologica in ambito alimentare

 

Questa mattina al Cairo, in occasione della Conferenza Internazionale sulla Condivisione delle Soluzioni

Questa mattina al Cairo, in occasione della Conferenza Internazionale sulla Condivisione delle Soluzioni Innovative in ambito Agroalimentare promossa dall’UNIDO (Organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite), 60 delegazioni, provenienti da tutto il mondo, hanno esaminato 180 soluzioni tecnologiche per risolvere i maggiori problemi che incontrano le produzioni agroalimentari nei diversi continenti: dall’ uso intelligente delle biomasse al recupero delle acque scarse, dai processi di desertificazione ai cambiamenti climatici, dalla gestione dell’autoconsumo nei villaggi rurali alle tematiche del commercio internazionale e della logistica per l’esportazione.

L’Europa ed il Nord America , come è tradizione in questi incontri, sono finite sul banco degli imputati per i sussidi alla produzione, i crediti agevolati, quelli per l’export e i residui di alcune politiche di sviluppo monoprodotto che hanno di fatto trasformato le tradizioni culturali di alcune regioni. Tuttavia, quando la Commissione Internazionale dell’UNIDO ha esaminato le 180 soluzioni tecnologiche innovative presentate per superare i problemi alimentari che incontrano soprattutto i Paesi in via di sviluppo - quali la Cina, L’India , il Brasile , Paesi Africani, etc…- è stata riconosciuta, come soluzione più interessante e da sviluppare, quella proposta dalla delegazione italiana guidata da Federalimentare, ed in particolare dalla Nomos srl e dalla Stazionie Sperimentale di Parma, riguardante la “refrigerazione passiva” .

Si tratta in sostanza di una nuova tecnologia che prevede all’interno di un container, trasportabile in tutto il mondo, la presenza di un meccanismo automatico di rilascio delle frigorie in grado di mantenere costantemente fresca , fino al massimo di un mese, la temperatura interna, consentendo in tal modo di conservare i prodotti raccolti, puliti e trasformati (ortofrutta, carne, pesce, prodotti lattiero caseari, ..etc etc..) ed evitare perdite di prodotto derivanti dai percorsi e dagli scambi merce obbligati dai diversi canali distributivi, che in alcuni Paesi arrivano ad incidere addirittura fino al 30% nella raccolta e tra il 20% e il 30% nella distribuzione. Grazie a questa innovazione il container può essere caricato di frigorie , portato direttamente nei punti di raccolta delle materie prime agricole o presso gli stabilimenti di trasformazione e successivamente inviato a costi decisamente inferiori (ad es. via nave) presso le centrali di acquisto della Grande Distribuzione.