Comunicato Stampa di mercoledì 17 settembre 2008
 

ALL’ITALIA LA LEADERSHIP DELLA RICERCA ALIMENTARE IN EUROPA:

 

A Budapest, in occasione del quarto Convegno della Piattaforma tecnologica europea “Food for Life”,

A Budapest, in occasione del quarto Convegno della Piattaforma tecnologica europea “Food for Life”, i rappresentanti di 33 Paesi (Albania, Austria, Belgio Fiandre, Belgio Vallonia, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria, Ucraina), hanno ufficialmente conferito alla nostra “Italian Food for Life” il ruolo di coordinatrice di tutte le Piattaforme tecnologiche alimentari nazionali.

Le Piattaforme nazionali sono nate come corrispettivo della Piattaforma europea, con l’obiettivo di contribuire all’attuazione della strategia di Lisbona, come organismi operativi dedicati a tracciare le priorità scientifiche e tecnologiche che potranno fare dell’Europa “l’economia più competitiva e dinamica del mondo”. Delle 34 Piattaforme alimentari esistenti (il Belgio ne ha 2), il 50% ha definito il proprio programma strategico e il 72% ha già provveduto a costituire un’apposita struttura organizzativa, attraverso la quale i diversi attori possono interagire tra di loro e con le Autorità competenti.

Si tratta di un risultato molto importante per la Piattaforma tecnologica italiana, nata nel 2006 per volontà di Federalimentare (Federazione Italiana dell’Industria Alimentare aderente a Confindustria), dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) e dell’Università degli Studi di Bologna. La Piattaforma si è sviluppata fino ad aggregare oltre 300 tra i principali stakeholder dell’agroalimentare nazionale che hanno elaborato, sotto il coordinamento industriale, il documento sulle priorità strategiche del settore (Implementation Action Plan), ufficialmente presentato in occasione di Cibus Parma 2008 e sintetizzato ieri a Roma, al Delegato della Commissione europea U.e. Dr. Antonio Di Giulio.




Con la chairmanship delle Piattaforme nazionali alimentari, l’Italia conferma la sua leadership indiscussa nella ricerca e nell’innovazione industriale del food in Europa: dal 2005 Federalimentare coordina anche le attività di ricerca della Confederazione delle Industrie Agroalimentari dell’U.e. a Bruxelles (CIAA).

“L’Europa ha premiato – afferma il Direttore di Federalimentare e Chairman di Italian Food for Life Daniele Rossi - la nostra capacità di instaurare una stretta sinergia tra realtà produttiva e mondo scientifico, che ha consentito l’individuazione delle priorità di ricerca condivise che dovranno guidare, da qui al 2020, la partnership tra settore pubblico e privato, promuovendo l’immissione, sia sui mercati locali sia sul mercato globale, di prodotti alimentari tradizionali competitivi ed innovativi che, unitamente ad uno stile di vita sano e ad una dieta equilibrata, possano contribuire a produrre, sul medio-lungo periodo, effetti positivi sulla salute pubblica e sulla qualità della vita”.

Determinante è stato infine il successo conseguito da “Italian Food for Life”, con l’adozione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del Programma “Industria 2015 – Nuove Tecnologie per il Made in Italy”: una svolta cruciale poiché per la prima volta una Piattaforma nazionale ha direttamente orientato la definizione delle priorità di un programma di ricerca nazionale, così come già avvenne ad esempio in Olanda, in Spagna e in Austria.

“Abbiamo intrapreso la strada giusta e ora cerchiamo di proseguire in questa direzione – conclude Daniele Rossi – nel tentativo di instaurare un dialogo sempre più proficuo tra le imprese agroalimentari, il mondo accademico e le Amministrazioni nazionali e regionali, per accrescere la competitività del nostro Paese e trasformare in opportunità i profondi cambiamenti dei mercati globali e del sistema delle conoscenze, che vorremmo sempre più trasferite soprattutto alle nostre Piccole e Medie Imprese”.