Comunicato Stampa di venerdì 31 marzo 2017
 

FEDERALIMENTARE SU NEOPROTEZIONISMO - Scordamaglia: "Ancora una volta l'Italia rischia di pagare il prezzo più alto della reazione USA all'inerzia di Bruxelles"

 

Comunicato Stampa

“Facile cercare sempre un capro espiatorio, in questo caso il neoprotezionista Trump, ma va ricordato da cosa derivano le minacce di dazio su motocicli ed agroalimentare italiano esportato verso gli USA” dice Luigi Scordamaglia presidente di Federalimentare commentando le misure annunciate dal Presidente USA.

“Il WTO ha condannato anni fa l''Europa sulla questione inerente il divieto di importazione di carne con ormoni dagli USA per non essere riuscita a dimostrare la fondatezza scientifica di quel divieto”.

E prosegue il presidente “ A questo punto l''Europa, pur di non accettare la carne con gli ormoni (scelta sacrosanta a tutela del consumatore europeo) dagli USA, ha accettato di compensare il danno USA con l''apertura di un contingente di importazione di carne senza ormoni ma a dazio zero” Così a fronte di questa concessione gli USA hanno evitato di inserire a suo tempo dazi sui prodotti europei che la pronuncia a loro favorevole del WTO aveva legittimato. E sempre Scordamaglia afferma “All''inizio questo contingente di importazione a dazio zero è stato utilizzato dai soli USA ma la Commissione europea (per supposti obblighi internazionali) lo ha poi aperto a tutti gli altri Paesi mondiali produttori di carne che hanno soppiantato gli USA nel beneficio del contingente. Il problema quindi era sul tavolo negoziale USA/UE da tempo e poteva essere risolto rapidamente semplicemente dedicando parte di tale quota ai soli USA che ne avevano pieno diritto. Ma nonostante gli inviti a procedere (anche da parte di associazioni europee) in tal senso, la Commissione ha dormito sulla questione assistendo passivamente all''aggravarsi del confronto”.

Conclude quindi Scordamaglia "Ancora una volta L''Italia rischia di pagare il prezzo più alto sulle esportazione di settori fondamentali per la propria economia, non tanto per il neoprotezionismo di Trump ma per l''inerzia della Commissione europea"