Comunicato Stampa di venerdì 21 ottobre 2016
 

Federalimentare su mancata ratifica Ceta e sanzioni con la Russia

 

Scordamaglia: "Europa immobile, condizionata e autolesionista"

Verona, 21 ottobre - “Frustrante e deprimente” secondo Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare oggi a Verona per il V Forum Eurasiatico “lo spettacolo offerto da un'' Europa che assiste paralizzata ed impotente alla mancata ratifica dell''accordo Ceta UE-Canada”. “Un accordo la cui piena entrata in vigore - ricorda Scordamaglia - avrebbe portato importanti vantaggi al settore agroalimentare italiano, e non solo”. Superamento di una serie di barriere non tariffarie e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding su quell''importante mercato soprattutto per le piccole e medie imprese, sono solo alcuni dei benefici che il trattato avrebbe apportato.

Un accordo che, è bene ricordarlo, la Commissione europea aveva già negoziato con pieno mandato di tutti gli Stati membri, oggi è bloccato dal parlamento della Vallonia “Una regione belga che la maggior parte dei cittadini europei ignora persino dove sia – dice il presidente - e che rappresenta, come è evidente, interessi ultraparticolaristici”. E Scordamaglia prosegue tornando sulla questione dei rapporti con la Russia “Un’ Ue passiva e immobile anche sul fronte delle sanzioni e contro sanzioni con la Russia che si continuano a tenere in piedi con minacce di rinforzo, pur avendone sperimentato in questi mesi l''assoluta inutilità”.

A preoccupare il presidente di Federalimentare, poi, è soprattutto il fatto che a pagare il prezzo più alto delle sanzioni sarà il sistema agroalimentare italiano. “Così facendo si rinuncia non solo ad un mercato promettentissimo per le eccellenze alimentari italiane ma anche ad una straordinaria sinergia che consentirebbe alle nostre aziende di valorizzare con il proprio know how e la propria tecnologia le enormi potenzialità agricole russe per la produzione di commodities da esportare poi in tutto il mondo”. E conclude Scordamaglia “L''Europa non può più permettersi di pagare il lusso del suo grave immobilismo e della sua totale paralisi decisionale, con atteggiamenti rinunciatari e come nel caso della Russia assolutamente autolesionistici sta perdendo un ruolo a livello mondiale”.