Comunicato Stampa di venerdì 11 dicembre 2015
 

RUSSIA: FEDERALIMENTARE, GIUSTO IL NO DEL GOVERNO AL RINNOVO AUTOMATICO DELLE SANZIONI

 

Comunicato Stampa - 11 dicembre 2015

Scordamaglia: “Nei primi 8 mesi del 2015, l’export agroalimentare verso la Russia è crollato del -37%.
Persi 210 milioni di Euro/anno in regime d’embargo”.

Roma, 11 dicembre 2015 - “Sul rinnovo dell’embargo verso la Russia anche nel 2016, le valutazioni politiche hanno la priorità, ma non si possono ignorare le pesanti conseguenze che le imprese italiane, soprattutto quelle del settore agroalimentare, continuano a subire a causa del sistema sanzionatorio e contro sanzionatorio in atto”. E’ la posizione del Presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, nel commentare la decisione del Governo di opporsi al rinnovo automatico delle sanzioni. I dati della Federazione dell’Industria alimentare mostrano un crollo dell’export di settore verso la Russia, che nei primi 8 mesi del 2015 è calato del -37%, con una perdita a regime di 210 milioni di Euro.

Secondo Federalimentare, per il recupero di questo mercato chiave è necessario al più presto superare l’attuale stallo sanzionatorio ed implementare azioni congiunte di supporto alle aziende italiane e russe in fase di internazionalizzazione. Si muove in questa direzione la firma di un Memorandum di Cooperazione tra Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR), Italian Trade Agency- Ice (ITA) e Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa (TPP), che incentiverà la cooperazione tra le tre istituzioni.

Secondo Scordamaglia, “è chiarissimo il senso strategico di questa iniziativa. E rende più che mai stridente il rinnovo automatico delle sanzioni alla Russia, decise burocraticamente dalla UE nel 2014. È il momento di avviare sul tema una riflessione approfondita, in uno spirito coordinato ed unitario con i nostri partner comunitari”.

Le conseguenze dell’embargo gravano doppiamente sulle aziende italiane. Da un lato, le imprese italiane non possono esportare molte delle eccellenze agroalimentari che il mercato russo ha sempre richiesto ed apprezzato, ora sostituite sugli scaffali russi da prodotti fino ad ora non presenti di Italian sounding. Dall''altro, il ridotto potere di acquisto del consumatore russo sta portando a pesanti cali anche di quei prodotti che possono continuare ad essere esportati.

Ma ora, con l''uscita progressiva dal mercato russo anche della Turchia, che era prontamente subentrata all''Italia per i prodotti alimentari oggetto di embargo, le opportunità per le nostre imprese si riaprono. “Occorre valorizzare – conclude Scordamaglia - quella perfetta sinergia tra Made in Italy, cioè l’export di prodotti di eccellenza e Made with Italy, ovvero l’esportazione di know how e tecnologia italiana per la valorizzazione dell''enorme potenzialità russa di produzione di commodities agricole. E’ un valore enorme, ricordato, non a caso, proprio nel corso della firma del Memorandum, ancora fresco di inchiostro, cui Federalimentare ha partecipato”.