Comunicato Stampa di domenica 29 novembre 2015
 

IRAN: FEDERALIMENTARE, FOOD MADE IN ITALY IN PRIMA LINEA DOPO LE SANZIONI

 

Comunicato Stampa - 29 novembre 2015

“Il food Made in Italy è in prima fila per raccogliere la rinnovata richiesta di prodotti occidentali proveniente dall’Iran, un grande Paese a lungo condizionato dal regime di sanzioni internazionali e da un clima di chiusura verso l’Occidente. Si tratta di un’opportunità fondamentale per il sistema Italia e per il settore alimentare in particolare, basti pensare all’enorme dimensione di questo mercato in termini di potenziali consumatori (78 milioni di abitanti), al crescente appeal che gli stili occidentali suscitano nei consumatori iraniani (soprattutto tra la middle class e le generazioni più giovani), oppure all’apertura di nuovi ipermercati di stampo occidentale sul territorio iraniano”.

È quanto dichiara il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia, che ha preso parte alla delegazione italiana presente al Business Forum ITALIA-IRAN in corso a Teheran, la missione imprenditoriale in Iran capitanata dal Vice Ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.
Scopo della missione, a cui non hanno partecipato direttamente le aziende alimentari italiane (per le quali sarà programmata una visita ad hoc nei prossimi mesi), è favorire l’approdo del food Made in Italy in Iran dopo la fine delle sanzioni internazionali. A margine del Business Forum ITALIA-IRAN Scordamaglia incontrerà rappresentanti dei ministeri della salute e dell’agricoltura e altri rappresentanti iraniani responsabili delle politiche import-export.

Anche grazie alla progressiva distensione internazionale che si è verificata nel corso del 2015, nei primi otto mesi dell’anno l’export del Made in Italy alimentare verso l’Iran ha fatto un balzo in avanti del +21,9% rispetto al 2014, raggiungendo la soglia di 11,08 milioni di euro. Una quota ancora marginale, pari appena all’1,1% dell’export totale italiano, ma con ampi margini di crescita.

“L’esperienza di Expo 2015 – aggiunge Scordamaglia - ha dimostrato che il modello agroalimentare italiano è quello che sa produrre il massimo valore per ettaro con il più basso impatto ambientale, offrendo la soluzione ideale alla sfida di sfamare il mondo in maniera sostenibile. L’Iran, con una produzione agricola qualificata, ma non sufficiente a coprire i suoi fabbisogni alimentari, potrebbe unirsi a quei Paesi che, dalla Russia all`Africa subsahariana, alla Cina, stanno già chiedendo alle nostre industrie di investire anche sui loro territori, di valorizzare in maniera lungimirante e non predatoria, come solo noi sappiamo fare, la loro produzione agricola, chiedendo di associare al Made in Italy anche il Made with Italy”.

“È necessario dare continuità ai segnali di crescita già in essere – conclude Scordamaglia – la ripresa nell’export di petrolio potrebbe innescare una crescita dei redditi della popolazione e, di conseguenza, un aumento dei consumi alimentari di prodotti importati. L’obiettivo è che si verifichi in Iran quanto già accaduto con altri sbocchi importanti del Medio Oriente, come gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita, dove in appena dieci anni l’export del Made in Italy ha raggiunto rispettivamente 170 e 137 milioni di euro, con tassi di crescita annuale del 40% circa”.