Comunicato Stampa di giovedì 4 novembre 2010
 

LA SOSTENIBILITA’ AFFIANCA IL PREZZO TRA I FATTORI DI SCELTA TOP QUANDO GLI ITALIANI ACQUISTANO UN PRODOTTO ALIMENTARE

 

Il 75% degli italiani riconoscono e apprezzano gli sforzi fatti dall’industria alimentare per una

Il 75% degli italiani riconoscono e apprezzano gli sforzi fatti dall’industria alimentare per
una migliore sostenibilità delle proprie produzioni. Anche se il 58% del campione chiede di “non abbassare la guardia” e fare ancora di più. La metà degli intervistati (54%) considera la sostenibilità ambientale un valore fortemente radicato nel proprio modo di pensare, ma riconosce di non tradurlo sufficientemente in azioni concrete: raccolta differenziata, consumo idrico responsabile e riduzione degli sprechi di energia sono le pratiche più consolidate per contribuire alla salvaguardia ambientale.

La metà degli italiani (54,1%) prestano molta attenzione al tema della sostenibilità ambientale, anche se poi riconoscono di fare ancora troppo poco, a livello di comportamenti individuali, per offrire il loro contributo alla risoluzione dei problemi della salvaguardia e tutela delle risorse del nostro Pianeta. Tre italiani su quattro (75%), in particolare, riconoscono all’industria alimentare di aver fatto importanti passi in avanti sulla strada di una produzione sostenibile, ma rilanciano con uno stimolo e una richiesta (58%) a “non abbassare la guardia” e a cercare di fare ancora di più.
È quanto emerge da una ricerca delll’Osservatorio Italiano sull’alimentazione Federalimentare-GPF dal titolo “Gli italiani, il cibo e la sostenibilità ambientale”, presentata da Marilena Colussi e realizzata in occasione della quarta edizione della manifestazione “Apertamente” dedicata, appunto al “Gusto sostenibile”, attraverso 1.000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta di età compresa tra i 25 e i 64 anni.
I risultati emersi sono incoraggianti e dimostrano, in generale, una crescente sensibilità ambientale da parte dei nostri connazionali. Rispetto al 2009, quest’anno, l’attenzione degli italiani nei confronti dell’impatto ambientale dei loro consumi e stili di vita è aumentata di circa il 51%... Chi fa qualcosa di concreto in questo ambito, mette al primo posto la raccolta differenziata dei rifiuti (90,7%) seguita dall’attenzione al consumo responsabile di acqua (90,3%), dalla riduzione degli sprechi di energia (86,5%) e dall’acquisto di elettrodomestici a basso consumo energetico (79,3%). Tra i comportamenti adottati dai consumatori a tutela dell’ambiente emerge anche l’acquisto di prodotti eco-sostenibili: una pratica frequente per il 1 italiano su 2 (48,6%). Più o meno la stessa percentuale rilevata (48,3%) da chi decide di dare il proprio contributo in termini ambientali, viaggiando di meno e adottando modelli di trasporto sostenibile.

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E PREZZO, FATTORI DETERMINANTI NELL’ACQUISTO DI UN PRODOTTO ALIMENTARE
Prezzo e sostenibilità ambientale sono oramai appaiati – per l’86% dei nostri connazionali - tra i principali fattori di scelta di un prodotto alimentare da parte degli italiani. Mentre, in Europa, secondo una recente ricerca di Eurobarometro, tra i due fattori c’è ancora un gap di ben 6 punti percentuali (il prezzo è all’89% e la sostenibilità ambientale all’83%). Seguono, in questa speciale classifica delle principali leve d’acquisto dei prodotti alimentari, le informazioni nutrizionali (84,1%) e la tradizione gastronomica (81,2%). In generale, i consumatori italiani risultano comunque ben informati sulle tematiche ambientali: l’86,6% ha sentito parlare di CO2 e sa che il biossido di carbonio è uno dei responsabili del surriscaldamento del pianeta e delle emissioni di gas con effetto serra. Anche le certificazioni ambientali sono oramai una realtà nota, apprezzata e considerata “molto o abbastanza importante” da parte del 43,8% del campione (in linea con il 47% degli europei che ritiene importanti le indicazioni in etichetta di particolari pregi ambientali del prodotto).
L’INDUSTRIA ALIMENTARE VISTA DAI CONSUMATORI: ECCO LE PRIORITÀ PERCEPITE
1 italiano su 4 (22,5% del campione) ritiene che il risparmio di acqua - inteso come riduzione di sprechi e riciclo - sia la prima direzione in cui l’industria alimentare italiana dovrebbe investire. Seguono la riduzione del consumo di energia, ottenuta privilegiando comunque le fonti rinnovabili (18,3%) e la razionalizzazione del sistema del packaging (evitando sprechi, riducendone peso e volume ed aumentando la percentuale di riciclo), indicata dal 16% dei nostri connazionali.

EMISSIONI GAS SERRA DELLA FILIERA AGROALIMENTARE: CHI NE EMETTE DI PIU’?
Un confronto tra i risultati della ricerca Federalimentare-GPF e i dati europei (evidenziati dal Dossier del Centro Studi di Federalimentare) ci fa comprendere come gli Italiani, pur avendo una buona conoscenza di base delle tematiche ambientali, ancora non percepiscano in maniera chiara e corretta il peso dei diversi attori della filiera alimentare rispetto ad un tema caldo come quello delle emissioni di gas CO 2.
Sulla produzione di emissioni di gas con effetto serra all’interno della filiera agroalimentare, infatti, gli Italiani sovrastimano il peso dell’industria (indicata al primo posto dal 42,4% degli intervistati, mentre in realtà figura al terzo posto, con l’11% delle emissioni di filiera e l’1,5% di quelle totali) e dei trasporti (al secondo posto per il 29,1% degli Italiani, mentre in realtà figura al quarto posto, con il 6% del totale di emissioni di filiera) e sottostimano, invece, il ruolo dell’agricoltura (indicata al terzo posto dal 14,1% del campione, mentre in realtà è al primo posto con il 50% delle emissioni di filiera) e dei consumatori stessi (al quarto posto, secondo la ricerca, per il 5,5% del campione, mentre in realtà figurano al secondo posto con il 18% dei gas serra emessi dal settore food&drink).

IMBALLAGGI ALIMENTARI: PER 7 ITALIANI SU 10, IL PACKAGING E’ AMICO DELL’AMBIENTE
Per il 72,6% degli Italiani, il packaging è amico dell’ambiente, permettendo di ridurre la deperibilità di un prodotto ed evitando, quindi, anche sprechi delle risorse necessarie alla sua produzione. Il 64,9% del campione crede, inoltre, che il processo industriale, offrendo prodotti in parte già pronti, riduca in modo significativo il ricorso a trattamenti domestici (lavaggio, preparazione, bollitura, cottura) consentendo risparmi complessivi nell’uso di acqua, gas, energia, detergenti, etc…
Infine, per quanto riguarda il recupero degli imballaggi immessi al consumo da parte dell’industria del food&beverage, solo il 15,8% degli Italiani sa che l’industria alimentare, attraverso il sistema CONAI, ha già raggiunto e superato gli obiettivi europei con oltre il 70% degli imballaggi alimentari recuperati. Il 78% del campione intervistato pensa, invece, a un risultato molto più basso di recupero, compreso tra il 30% e il 50% del totale.