Comunicato di mercoledì 27 aprile 2022
 

Profili nutrizionali, Federalimentare: “Nuovo parere EFSA è vittoria italiana”

 

L’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea sottolinea l’importanza della dieta complessiva rispetto ai singoli alimenti. Bocciato l’algoritmo del Nutriscore

“Il nuovo parere dell’EFSA sui profili nutrizionali conferma la bontà della posizione italiana sull’etichettatura fronte pacco e boccia l’algoritmo del Nutriscore”. Lo afferma in una nota Federalimentare, soddisfatta che l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea abbia indicato il profilo nutrizionale dell’intera dieta, e non quello dei singoli alimenti, come il più importante fattore di una buona salute.
L ’Autorità ha rilevato, infatti, che “dato che le diete sono composte da numerosi alimenti, l’equilibrio generale si ottiene con il contributo di cibi dal profilo nutrizionale diverso”.
Infine va considerato che l’Agenzia non ha avallato l’utilizzo delle etichette semaforiche e anche sulle porzioni ha rinviato al Parere pubblicato nel 2008 in cui, valutando pro e contro dei due approcci, sottolineava come l’utilizzo di un parametro fisso come 100 grammi (quello adottato dal Nutriscore) fosse slegato dai consumi reali.
L’EFSA europea ha confermato anche la validità dei Dietary Reference Values (DRV), i valori di riferimento della dieta europei, sui quali si basano i parametri del Nutrinform Battery. “Come italiani siamo felici che il nostro approccio basato sulla chiara e trasparente informazione al consumatore stia guadagnando consensi. Il Nutrinform Battery proposto dal nostro Governo non si basa su misteriosi algoritmi ma su informazioni relative al contenuto di nutrienti degli alimenti e al loro contributo alla dieta complessiva quotidiana in base alle porzioni suggerite dai nutrizionisti. Mentre per adeguarsi alle conclusioni dell’EFSA, l’algoritmo del Nutriscore andrebbe completamente rivoluzionato”.
“Dopo questa posizione dell’EFSA – conclude la nota di Federalimentare – forse sarebbe il caso di superare i profili nutrizionali degli alimenti per 100g così come pensati finora (di cui la stessa Autorità ha rilevato a suo tempo i “limiti scientifici intrinseci”) e cercare strumenti più efficaci e moderni per disciplinare “claim” pubblicitari, etichettatura degli alimenti e politiche sulla nutrizione in generale. Strumenti che però, grazie a più solide basi scientifiche e all’adozione del concetto di dieta complessiva e porzione, abbiano realmente la capacità di favorire l’educazione alimentare dei cittadini e l’adozione di diete più sane.”