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venerdì 3 febbraio 2012
FEDERALIMENTARE: IRRESPONSABILE AFFERMARE CHE LO ZUCCHERO SIA NOCIVO

Per Federalimentare è irresponsabile affermare che lo zucchero sia nocivo – come sostiene uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Nature – e demonizzarne il consumo. Lo zucchero è impiegato da secoli ed è usato nei prodotti alimentari e nelle bevande in tutto il mondo. “L’articolo di Nature – ha commentato Andrea Poli, Direttore Scientifico di NFI - Nutrition Foundation of Italy - non presenta alcuna ricerca o studio originale, ma ripropone semplicemente il punto di vista dell’autore sulla tossicità del fruttosio, che assieme al glucosio è uno dei due costituenti dello zucchero da cucina (saccarosio). Si tratta di una visione non condivisa da larga parte della comunità scientifica e delle organizzazioni nazionali ed internazionali, che dappertutto promuovono il consumo di frutta, la principale fonte naturale di fruttosio. In Italia l’INRAN suggerisce per esempio il consumo di circa 450 g di frutta die, che contengono in media da 18 a 36 grammi di fruttosio (una lattina di una comune bevanda zuccherata ne contiene circa 15)”. “L’effetto del fruttosio sulla pressione arteriosa, citato dall’autore dell’articolo – ha sottolineato Giuseppe Fatati, Presidente di Fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) - è controverso, ed è sostanzialmente supportato da studi che prevedono la sommistrazione o il consumo di quantitativi irrazionalmente elevati di fruttosio. A Dicembre 2011 su Public Health Nutrition, importante rivista scientifica internazionale, è stato pubblicato l’articolo “Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates” che conferma il ruolo positivo per la salute di un adeguato consumo di frutta e del modello mediterraneo. “In Italia, comunque, aggiunge Michele Carruba, Direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità all’ Università degli Studi di Milano, il consumo di zuccheri non è elevato, lo dimostrano i recenti dati pubblicati dall’INRAN relativi ai consumi alimentari nel nostro Paese. L’obesità da noi ha radici che affondano forse più nell’inattività che nell’eccessivo apporto di calorie. E’ bene rinunciare a facili allarmismi, spesso relativi a singoli ingredienti, e riportare l’attenzione sui concetti di moderazione, equilibrio e attività fisica.” Federalimentare è consapevole dell’importanza di informare il consumatore sui temi di una corretta alimentazione e di uno stile di vita sano, e al contempo considera totalmente improprio e inefficace l’uso della leva fiscale – suggerita dagli autori dello studio - per indirizzare i cittadini verso stili di vita sani e una dieta equilibrata. Tale obiettivo può essere conseguito solo attraverso l’educazione alimentare, alla quale la Federazione lavora da anni in sinergia con i Ministeri della Salute e dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica.

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